Sostenibilità Politiche dell'ambiente
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ugo leone okUgo Leone, già professore ordinario di Politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II", dal 2008 è presidente del Parco nazionale del Vesuvio (di cui era già stato il primo presidente, quando nel 1995 fu istituito l'ente parco).

Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 1969, collabora a "la Repubblica" edizione di Napoli. Ha pubblicato libri sui temi dell'ambiente e del Mezzogiorno d'Italia.

Tra le sue pubblicazioni Beni ambientali (Guida, 2009), Sicurezza ambientale (Guida, 2009), Trasporti (Guida, 2009), La sicurezza fa chiasso. Ambiente rischio qualità della vita (Guida, 2004), Nuove politiche per l'ambiente (Carocci, 2002), Una politica per l'ambiente (Carocci, 1996). 



Non si può fare storia senza la storia dell’ambiente

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Cosa è successo tra le 23,58 e 45 secondi e la mezzanotte del 31 dicembre? Un volume collettivo ricostruisce le tappe dell’impatto umano sul pianeta

di Ugo Leone

 

Il 27 febbraio scorso, 2015, è stato presentato a Napoli il volume curato da Mauro Agnoletti e Simone Neri Serneri – The basic environmental history per Springer 2014 – che ne hanno discusso con Gabriella e il sottoscritto (Ugo Leone).

Personalmente ho trovato particolarmente coinvolgente per vari motivi la lettura di questo volume molto interessante.

Innanzitutto, in senso cronologico, mi ha indotto a scavare negli scaffali della mia libreria per cercare e addirittura trovare alcune letture giovanili. Di quelle, cioè, che hanno caratterizzato, arricchendole, le mie prime conoscenze dei problemi dell’ambiente. Le cito in ordine cronologico:

Ron Cobb, Cos’è l’ecologia? Bompiani 1971

Denis Owen, What is ecology?, Oxford University Press, 1974

Pascal Acot, L’écologie, PUF 1977

Dominique Simmonet, Qu’est-ceque l’écologie?, Hatier 1979

Dominique Simmonet, L’ecologisme, PUF 1979

Rosanna Ravera, Cosa leggere di ecologia, Editrice Bibliografica 1978 e, per chiudere il decennio, il mio

Ugo Leone, Introduzione alla politica dell’ambiente, Le Monnier 1980.

Né mi sento di trascurare, almeno nei miei ricordi e per l’uso che ne ho fatto, Lucien Febvre, La terra e l’evoluzione umana (1922 trad. it. 1980) e Alfred Crosby, Imperialismo ecologico. L’espansione biologica dell’Europa (1986, trad. it. 1988)

Come se non bastasse, la lettura di questo libro si è utilmente inserita in un momento nel quale avevo tra le mani altre tre letture:

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Terremoti, cosa dire e cosa tacere

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images(di Ugo Leone)

Una comunicazione scientificamente corretta è il principale strumento per fornire indicazioni realistiche sui comportamenti da tenere in caso di pericolo

Sono molte, ma proprio molte, le arti in cui molti con indiscusso o discutibile successo si esercitano. Una delle meno note e praticate pur essendo fra le più preziose è l’arte di tacere. L’abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart nel 1771 ne scrisse in un volumetto pubblicato a Parigi: “L’arte di tacere”. Il primo dei 14 principi necessari per tacere che l’abate suggerisce è che “È bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio.” Se questo principio fosse rispettato, spesso e un po’ dovunque il silenzio regnerebbe sovrano. Invece no e molto più spesso la vince Laverdure, il pappagallo di Zazie nel metrò di Raymond Queneau, che continuamente ripete il suo  “chiacchieri, chiacchieri, non sai fare altro”.

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Quanto manca?

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Immagine3(di Ugo Leone)

Il problema per la Terra si porrà tra poco meno di due miliardi di anni quando il nostro pianeta uscirà dalla cosiddetta zona abitabile, orbitando attorno al Sole a una distanza che non permetterà più la presenza di acqua allo stato liquido, e quindi di vita, sulla superficie. Ce lo dice Andrew Rushby, uno degli astrobiologi dell'Università dell'East Anglia che hanno calcolato quanto manca al nostro pianeta per diventare inospitale. Ciò significa che chi vive oggi può stare tranquillo.

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Nella "Terra dei Fuochi"

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20130908 fuochi3

(di Ugo Leone)

Rifiuti tossici nelle aree agricole della Campania: allarme per la salute e l'agricoltura

L’area battezzata “terra dei fuochi” individua in Campania una vasta superficie agricola al di sotto della quale, in anni passati, sono stati interrati rifiuti anche tossici e nocivi. La “scoperta” di questa situazione (in realtà molto verosimilmente nota ai più) ha destato molto allarme, specialmente per l’impatto negativo che avrebbe avuto, ha e potrà avere sulle produzioni agricole e l’alimentazione.

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Se le risorse diventano esauribili

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Totem

Risorsa, dal francese “ressource” e, prima ancora, dal latino “resurgere”, sta a indicare non solo ciò che può essere trasformato in “bene economico” ma anche qualcosa che “risorge”. Poiché qualcosa che risorge non può esaurirsi, c’è un’evidente contraddizione in termini nell’espressione “risorse esauribili”.
Questo può essere un modo per giocare con le parole forzando una realtà che è notoriamente diversa. E ci ricorda che da duecento anni la crescita economica si è realizzata, quando e dove si è realizzata, utilizzando fonti di energia e materie prime ritenute abbondanti e inesauribili.

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