“Stati generali, il percorso prosegue”

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Cambio di marcia per l’educazione ambientale. Alla vigilia dell’Earth day, intervista al Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani sulle novità in cantiere per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità. A Roma (Villa Borghese) un festival dell’educazione ambientale
 
di Marco Fratoddi
 
«Il cambiamento che abbiamo di fronte è lento ma inesorabile. Anche in Italia assistiamo a una forte crescita del consenso intorno ai temi ambientali che travalica le classiche distinzioni tra destra e sinistra. Quello di cui abbiamo bisogno, da noi e nel mondo, è diffondere cultura e consapevolezza ambientale. Conoscere come funzionano gli ecosistemi e come salvaguardare le risorse naturali che sono intorno a noi. Anche perché, una volta esaurite, non potremmo trovarle da nessun’altra parte, purtroppo».
Barbara Degani ha raggiunto il terzo anno da Sottosegretario all’ambiente e l’educazione ambientale rappresenta un capitolo importante del suo lavoro: prima con l’introduzione delle Linee guida all’interno del decreto sulla Buona scuola, poi con l’organizzazione degli “Stati generali” che hanno portato a Roma, nel novembre scorso, circa 150 esperti con l’obiettivo di produrre una Carta sottoscritta dal ministro Galletti e dall’allora responsabile dell’istruzione Stefania Giannini. Ma come prosegue adesso questo percorso? Ed è possibile compiere un salto di qualità che collochi finalmente l’educazione ambientale al centro di un progetto che tenga insieme la scuola, il territorio e le altre agenzie formative? Abbiamo provato a dialogare con lei su questo e altri temi per capire in che modo fra istituzioni, organizzazioni sociali e mondo della ricerca sia possibile creare le premesse per un reale cambio di marcia.
 
Alla ricerca di un denominatore comune
 
Sottosegretario Degani, sono passati cinque mesi dagli Stati generali dell’educazione ambientale. Quali passi concreti si stanno compiendo per dare seguito agli impegni riportati nella Carta sottoscritta al termine dei lavori? 
L’educazione è certamente un tema molto importante perché maturi nelle nuove generazioni una coscienza ambientale e una consapevolezza basata su saperi formalizzati e certificati.
 
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La scienza con i piedi per Terra

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Il 22 aprile (l’Earth Day celebrato in tutto il mondo e in Italia con un festival a Villa Borghese) gli scienziati marciano per la Terra. A Roma partenza davanti al Pantheon. Altre iniziative in preparazione in varie città.  La “March for science” è una mobilitazione globale contro il negazionismo climatico di Donald Trump e per una ricerca libera da condizionamenti ideologici
 
Adriana Spera*
*Si occupa di tematiche scientifiche e politiche ed è direttrice responsabile della testata Il Foglietto della Ricerca, organo dell’USI-Ricerca (https://ilfoglietto.it/)
 
march of science 2017 logo“Siamo sia scienziati che appassionati della scienza di tutte le etnie, religioni, identità di genere, orientamenti sessuali, competenze, situazioni socioeconomiche, visioni politiche e nazionalità. La nostra diversità è la nostra forza più grande”. È questo l'incipit del manifesto con il quale è stata lanciata per il prossimo 22 aprile, in contemporanea con l’“Earth day”, la “March for science”: una mobilitazione globale, Italia compresa, a difesa dell'indipendenza di quanto pratica la ricerca nei diversi campi. L’idea è nata negli Usa contro il negazionismo climatico di Donald Trump, che con l’“Energy indipendence order” ha di fatto cancellato il “Clean Air Act” di Obama depotenziando inoltre i poteri dell'EPA, l'Agenzia federale per l'ambiente. Si è però presto estesa a tutto il pianeta perché le stesse influenze, seppure con accenti diversi, sulla scienza pesano ovunque. E lo scopo non sta nella mera autodifesa corporativa degli scienziati ma nel far comprendere all’opinione pubblica l'importanza sociale di una ricerca scientifica priva dei condizionamenti ideologici di certa politica creando un'inedita alleanza tra cittadini e scienziati, una cultura della scienza nella società, una scienza libera.
 
L’ispirazione l’hanno data le donne
 
L'iniziativa si ispira alle 672 “Women's March” che si sono svolte il 21 e 22 gennaio scorsi, subito dopo l'insediamento del tycoon alla Casa Bianca, contro gli atteggiamenti ostentatamente sessisti da lui rivendicati durante tutta la campagna elettorale.
 
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Congresso mondiale 2017: proposte entro il 30 aprile

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Prorogata al 30 aprile la scadenza per presentare proposte al Nono Congresso mondiale dell'educazione ambientale (Vancouver, 9-15 settembre 2017).
Facilitazioni per la delegazione italiana
 
LOGO WEEC allLa scadenza per presentare proposte in forma sintetica (abstract) al 9th World Environmental Education Congress (WEEC 2017) è stata prorogata alla mezzanotte del 30 aprile prossimo.
Tutte le informazioni sul congresso, il nono organizzato a partire dal primo tenutosi in Portogallo nel 2003, possono essere trovare sul nuovo sito della rete internazionale (www.weecnetwork.org) e sul sito del congresso (www.weec2017.org), dove è anche possibile caricare gli abstract delle proposte e effettuare le procedure di registrazione.
Gli italiani interessati a partecipare possono appprofittare del supporto assicurato dal Segretariato Permanente della rete mondiale di educazione ambientale, che ha sede proprio nel nostro paese e beneficiare di uno sconto sullle tariffe.
 
Contattare per questo (con urgenza) il segretariato scrivendo a media@weecnetwork.org o telefonando allo 011 4366522 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.
 
I congressi mondiali, che dopo il Portogallo hanno toccato il Brasile, l'Italia, il Canada, l'Australia, il Sud Africa, il Marocco e la Svezia, rappresentano la più importante e continuativa occasione di incontro tra tutti gli attori (accademici e non) dell'educazione ambientale dei cinque continenti e la più rappresentativa rete internazionale del settore che assicura informazione, dibattito, documentazione e collegamento tra un congresso e l'altro.
Il congresso di Vancouver si presenta di particolare interesse per via dei numerosi anniversari celebrati nel 2017, come i 40 anni dalla Conferenza intergovernativa di Tblisi sulll'educazione ambientale o i 30 annni dal celebre Rappporto Brundtland.
Vancouver (la città dove nel 1970 nacque Greenpeace con la sua prima spedizione contro le navi baleniere e dove nel 1983 i cristiani di tutto il mondo approvarono la prima dichiarazione sull'ambiente) è una città-simbolo e caso di studio per le politiche di sostenibilità ambientale: è la più verde del Canada, ambisce a diventare la più ecologica del mondo entro il 2020 e figura regolarmente ai primissimi posti nella classifica mondiale della qualità della vita e delle città più vivibili.
 

Coke Country. Tempi difficili, come ai tempi di Dickens?

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“…alte ciminiere dalle quali uscivano, snodandosi ininterrottamente, senza mai svoltolarsi del tutto, interminabili serpenti di fumo”, è la Coketown descritta in Hard times. “Ritorno al Carbone”: Trump ci prova, ma non è così semplice. A rischio il pianeta, ma anche migliaia di miliardi di dollari di investimenti
 
Pier Luigi Cavalchini
                                                              
coke townIl climatologo Michael Mann (1) ha portato in una recente comunicazione al Congresso degli Stati Uniti una nuova testimonianza di quanto siano forti e chiari i segnali del cambiamento climatico. Ma di questo il Presidente Trump proprio non vuol sentire parlare.
Si tratta sostanzialmente della constatazione che si verrebbero a formare delle “slowing down waves”, praticamente delle gigantesche ondate di alterazione climatica (in media di una decina di gradi superiori alla media) che si arriverebbero fino a terra, provocando incendi immani e alluvioni catastrofiche. Cita al proposito l’ondata di caldo che ha coinvolto l’Europa nel 2003, i ripetuti danni al permafrost canadese e siberiano e le drammatiche alluvioni in Pakistan del 2010.
Presso la Pennsylvania State University sono arrivati anche ad identificare un particolare tipo di “corrente a getto” collegabile agli eventi presi in considerazione. Aggiungendo che “c’è solo da aspettarsi una recrudescenza dei fenomeni estremi, sempre più circoscritti e imprevedibili”. Ma il Congresso si è limitato a registrare, trascrivere, trasmettere negli uffici di competenza e poco più.
 
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Etica civile: il convegno in diretta web

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Continuano le dirette in streaming sul sito del network WEEC
Ritrovare ragioni per vivere bene assieme. Nelle nostre città, nello spazio nazionale, nella società globale. A Milano l’1 e 2 aprile il secondo forum “Etica civile: cittadinanza… ed oltre?”
 
etica civile Milano“Etica civile: cittadinanza… e oltre?”, è il titolo del secondo Forum nazionale di Etica civile che si svolge l’1-2 aprile 2017 al Centro San Fedele di Milano, promosso da un network di associazioni attive in tutto il territorio italiano e che si può seguire anche in diretta web sul sito http://italia.weecnetwork.org/
Il Secondo Forum nazionale di Etica Civile è promosso da Aggiornamenti Sociali (Milano), Associazione Cercasi un fine (Bari), Associazione Incontri (Firenze), Centro Studi Bruno Longo (Torino), FOCSIV, Fondazione Lanza (Padova), Il Regno (Bologna), Istituto Pedro Arrupe (Palermo).
Si tratta, spiegano gli organizzatori, di un convegno “per ritrovare le ragioni per vivere bene assieme, nelle nostre città, nello spazio nazionale, nella società globale.”
Il Forum nasce da un percorso di partecipazione, per condividere pratiche civili già attive, in un dialogo a molte voci, per cercare prospettive di bene comune.
 

Attenzione, rivoluzione in corso: 30 milioni in Italia vogliono il cambiamento

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Stili di vita sempre più sostenibili praticati da un grande esercito di “militanti” della sostenibilità. E la comunicazione del futuro è ambientale. Arianna (17 anni): sostenibilità è lavorare su se stessi

 

Mario Salomone

 

(Milano, 30 marzo 2017) Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione e forse non ce ne accorgiamo: è quanto emerge dal Terzo Osservatorio sugli stili di vita sostenibili promosso da Lifegate e curato da Mannheimer, che nel corso della presentazione avvenuta a MiIano la parola “rivoluzione” l’ha ripetuta (e motivata sulla base di datti scientifici) decine di volte.
Papa Francesco molto citato, Trump evocato come suo contrario, la battaglia dell’olio di palma tra i colossi Ferrero e Barilla denunciata come esempio di disastro comunicativo. Tutte virtuose, comunque, le aziende e le persone presenti sul palco, dal vicedirettore del Corriere della sera e moderatore del dibattito Daniele Manca (che in redazione ci va in bicicletta, con qualsiasi tempo) allo stesso Renato Mannheimer, che ha fatto l’abbonamento al car sharing elettrico.
La Vaillant educa i propri dipendenti e propone soluzioni ecologiche ai propri clienti, Ricola ha tolto per prima l’incarto alle caramelle e dà lavoro a centinaia di montanari che coltivano le erbe svizzere, le antenne di Unipol (che sta “decarbonizzando” il portafoglio titoli) dicono che anche gli investitori cominciano a preferire fondi “green”, non solo più etici ma anche più sicuri, la Best Western ha ridotto nei suoi alberghi l’impronta carbonio del 27%, il consumo energetico del 17 e quello di acqua del 19%.
 
Un esercito di rivoluzionari ambientali
 
Ma veniamo ai dati: secondo l’indagine di Mannheimer, tra gli italiani “over 18” c’è un 29% di appassionati della sostenibilità (soprattutto donne, giovani, colti, abitanti dei grandi centri, impiegati, docenti, studenti) e un 30% di interessati (in genere uomini, adulti tra i 35 e i 54 anni, abitanti dei centri di media dimensione). La forchetta è quella classica dei sondaggi (il dato può variare in meno o in più di un 3 per cento), ma siamo lì.
In tutto, appunto, una massa di quasi 30 milioni di persone.
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Dal Vesuvio all’Etna contro i rifiuti

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Dal 1 al 7 aprile, 300 chilometri a piedi, raccogliendo rifiuti, per Keep Clean and Run”. Mimmo Calopresti ne farà un documentario, sostenuto da un “crowdfunding”
 
Anche quest’anno Roberto Cavallo - accompagnato da numerosi altri testimonial sportivi di fama nazionale - percorrerà a piedi strade e sentieri, compiendo azioni di pulizia dai rifiuti abbandonati lungo il percorso. Ogni giorno sono previsti 40-50 km di corsa, per un totale di circa 300 chilometri.
È l’evento centrale dell’European Clean Up Day 2017 in Italia, terza edizione dell’eco-trail “Keep Clean and Run #pulisciecorri”, volto a sensibilizzare sulla tematica del littering tramite un evento sportivo.
Dopo le due esperienze nel nord Italia nel 2015 e nel centro Italia nel 2016, quest’anno è stato disegnato un percorso che tocca quattro Regioni dell’Italia meridionale: Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
 
Date e tappe
Sabato 1 aprile 2017: Vesuvio (NA) - Amalfi (SA)
Domenica 2 aprile 2017: Paestum (SA)- Pollica/Acciaroli (SA)
Lunedì 3 aprile 2017: Maratea (PZ) - Parco del Pollino (PZ)
Martedì 4 aprile 2017: Parco della Sila (CS) - Catanzaro
Mercoledì 5 aprile 2017: Taurianova (RC) - Riace (RC)
Giovedì 6 aprile 2017: Reggio Calabria - Messina
Venerdì 7 aprile 2017: Etna (CT) - Parco dell’Etna (CT)
 
Un “crowdfunding” per il documentario
Mimmo Calopresti, già regista di film e documentari quali "Preferisco il rumore del mare" e "La fabbrica dei tedeschi", realizzerà il racconto della corsa in un documentario.
A sostegno della produzione è possibile donare CLICCANDO QUI
 

TESSERE NUOVE CONNESSIONI: il 10 aprile al Parco Nord Milano il nuovo incontro per "fare rete"

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La crescita delle competenze di chi opera ed educa, singolarmente o in una organizzazione, in campo ambientale è al centro degli incontri che si tengono presso Oxygen (Parco Nord Milano)

“Fare rete” è il nostro motto da sempre e la ragion d’essere di una serie di strumenti, a stampa e online, che la rete WEEC mette a disposizione di tutto il “sistema” nazionale. Di questi strumenti, per progettarli o riprogettarli insieme, si parlerà nel prossimo incontro, dalle 14 alle 18 del 10 aprile a OxyGen, dal titolo “Le keyword dell’educazione ambientale. La nuova serie di “.Eco””.

È possibile però arrivare alle 13 e mangiare in compagnia (per soli 7 euro) al ristorante di OxyGen: anche i momenti conviviali aiutano la conoscenza reciproca e il fare rete. Però, in questo caso, occorre obbligatoriamente comunicarlo prima.

La partecipazione è gratuita.

Viene rilasciato un attestato di partecipazione.

Per informazioni: segreteria@italia.weecnetwork.org  |  +39 3926143113

Tutti gli incontri sono trasmessi in diretta video:
è il nuovo servizio di documentazione di eventi culturali su
 

Quale futuro per le aree protette italiane?

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Alla Camera la legge sui Parchi che non piace ad ambientalisti ed esperti. Baluardo dei beni comuni, ora le aree protette sono a rischio
 
Piero Mandarino
Consigliere Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino
 
 
I nostri padri costituenti hanno posto la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico tra i principi fondamentali della Costituzione (art.9) ma da qualche anno assistiamo all’indebolimento delle istituzioni di tutela, al venir meno della coscienza del bene comune che dovrebbe ispirarle, al generale peggioramento del nostro paesaggio.
Nella Costituzione, scrive Salvatore Settis, “non si parlava di ambiente ma la Corte costituzionale ha riconosciuto che la tutela dell’ambiente è valore costituzionale primario e assoluto, in quanto espressione dell’interesse diffuso dei cittadini, determinato dalla confluenza dell’articolo 9 con l’articolo 32, secondo cui << la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività>>.
Concezione avanzatissima di ambiente, secondo cui il danno ambientale danneggia la salute del corpo quanto il danno paesaggistico può danneggiare l’equilibrio della nostra mente”.(1) Gli articoli 9 e 32 della Costituzione sono le vere basi su cui si fonda l’attuale legge quadro sui parchi, oggi sotto attacco.
 
Storia dei parchi italiani
 
Le prime proposte di legge in materia di Parchi risalgono agli anni sessanta, anche su iniziativa del CNR, e un altro disegno di legge prese corpo nel 1980 grazie alla collaborazione tra Italia Nostra, WWF, CAI e l’allora Ministro dell’Agricoltura Giovanni Marcora.
Nel corso di uno storico convegno presso l’Università di Camerino nell’ottobre dello stesso anno si parlò della necessità di tutelare entro la fine del secolo almeno il 10% del territorio italiano ma il cammino della legge si presentò da subito accidentato e il dibattito rimase confinato in ambienti ristretti. In mancanza di una legge quadro nazionale alcune regioni (da poco istituite) ritennero doveroso superare le inadempienze dello Stato istituendo proprie aree protette per bloccare le speculazioni che minacciavano ambienti di grande pregio.
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Giornata mondiale dell'Acqua 2017

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WWD-GENERIQ-CMJN EN 2017 square-01La Giornata Mondiale dell'Acqua (World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all'interno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell'acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici dell'ONU, la giornata internazionale dell'acqua 2005 determinò l'inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata alle azioni per l'acqua.
Anche quest anno la giornata sarà ricca in tutto il mondo di inizaitive volte alla sensibilizzazione e alla salvaguardia di questo bene comune. 
Consultate gli eventi 2017 su http://www.worldwaterday.org/events-map/

 

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