Economia della ciambella alla annuale "lecture" Aurelio Peccei

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A Roma il 12 settembre si terrà la "Aurelio Peccei Lecture 2017", tenuta da Kate Raworth
 
 
cover Raworth ciambellaLa Lecture sarà tenuta da Kate Raworth, economista dell’Environmental Change Intitute dell’Università di Oxford e del Cambridge Institute for Sustainability Leadership, nonché membro del Club di Roma.
Sede: Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, in via di Campo Marzio 78.
Il titolo della conferenza (sottotitolo: Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo) è lo stesso del bel libro di Kate Raworth sulla "economia della ciambella" (ovvero lo spazio operativo sicuro che concillia limiti del pianeta e equità sociale) pubblicato recentemente in italiano da Edizioni Ambiente.
Per iscriversi alla Lecture inviare una e-mail a ufficioeventi@wwf.it
 
 
 
 

Bergamoscienza alla XV edizione

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A Bergamo dal 30 settembre al 15 ottobre 2017 il festival di divulgazione scientifica

bergamo scienzaDa sabato 30 settembre a domenica 15 ottobre torna la XV edizione di BergamoScienza, con un ampio palinsesto di eventi, aperti gratuitamente al pubblico: laboratori, conferenze, mostre, spettacoli e incontri con Premi Nobel e scienziati di fama internazionale che affronteranno tematiche scientifiche e tecnologiche con un linguaggio accessibile a tutti e in modo interdisciplinare.
Tra i relatori attesi, Timothy Mousseau (University of South Carolina), che ha studiato a fondo le conseguenze ecologiche ed evoluzionistiche di disastri nucleari come Chernobyl e descriverà le caratteristiche degli ecosistemi post-nucleari, mentre il biologo americano Paul Falkowski svelerà come i microbi abbiano reso la terra abitabile e il filosofo Luciano Floridi, esperto di Big Data all'Oxford Internet Institute, rifletterà sulla delicata questione etica e sociale della privacy in rete.
 
Il programma completo sarà online a partire da fine agosto:

www.bergamoscienza.it

 

Il futuro è imprevedibile, ma arriva

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L’11 ottobre a Bologna, nel nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli, al via la mostra IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà
 
BOLOGNA CENTRO ARTI E SCIENZA MCA GOL Int Engram StudioL’11 ottobre sarà inaugurata nel nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli di Bologna la mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà in programma fino al 4 febbraio 2018.
Ultima di sette esposizioni incentrate su temi forti della contemporaneità indagati attraverso mostre che, in modo innovativo, a partire dal 2010, hanno messo in dialogo l’arte con la scienza, è ora la volta del futuro.
 
Come ci si può adattare a un mondo che cambia, sempre in modo imprevedibile?
 
Come ci si può preparare a un futuro che non si può in alcun modo prevedere? Capire come potrebbe funzionare il futuro è il motore della mostra.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.
La mostra si articola in sei sezioni:
Il futuro arriva comunque
Il futuro crea più di quanto distrugga
Il futuro non si lascia prevedere (per fortuna) (se il futuro fosse prevedibile, i Paesi più avanzati avrebbero i mezzi per approfittarne, restando gli unici a guidarlo: l’imprevedibilità garantisce invece che nessuno potrà mai dominarlo)
Il pregiudizio contro le cose nuove
Fare i conti con la natura (gran parte dei problemi ambientali sono il prezzo che paghiamo per consentire a tutti noi la vita con gli agi cui siamo abituati)
Chi non innova rischia di perdere anche il proprio passato
 
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Alluvioni: triplo rischio per l’Europa

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Una serie di studi conferma che il destino è segnato: tifoni, aumento della mortalità (oltre 150 mila europei l'anno), siccità estrema, picchi di 50 gradi anche in Europa incombono sul XXI secolo
di Pier Luigi Cavalchini
 
I segnali sono chiari: l’aumento della temperatura di aria e acqua porta come prima conseguenza all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici e, fra questi, ad alluvioni improvvise e devastanti. A confermarlo è un articolo di divulgazione scientifica appena uscito su Climate News Network a firma Tim Radford. Ci racconta con semplicità e dovizia di particolari che, a breve, in alcune aree del centro sud dell’Europa (cioè noi…) arriveremo con facilità a picchi di oltre cinquanta gradi Celsius con più ondate di calore e conseguenti effetti di calore autentico e percepito in combinazione fra loro.
Un’altra analisi, sicuramente definita come “allarmista” da qualcuno, ribadisce che il destino della Terra, anche in presenza di correttivi consistenti, è ormai segnato, almeno fino alla fine del secolo XXI: alternanze improvvise di caldo e freddo, estremizzazione delle condizioni di siccità e di improvvisa piovosità fuori norma. Sullo stesso ordine di interessi anche quello pubblicato recentemente dalla Deutsche Welle.

Aumento della mortalità superiore a quello causato dall'inquinamento

Infine il terzo di questi studi porta nuovi dati secondo i quali le consuete “mini esondazioni” di primavera, tradizionalmente presenti in alcune aree “basse” del continente europeo, hanno anticipato i “cicli” di circa due settimane rispetto al 1960 (data delle prime rilevazioni scientifiche). Un fenomeno apparentemente secondario ma, invece, indicatore delle forti alterazioni in atto.
Radford si spinge anche oltre e, senza tema di smentita, prevede per la fine del secolo un aumento tale della mortalità dovuta a “cause climatiche” superiore a quella legata agli inquinanti classici: fumo, residui industriali, diossine, traffico…, nulla in confronto a quanto ci aspetta. 
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La Terra è inquieta

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Alla Triennale di Milano, fino a domenica 20 agosto, una importante mostra con artisti di tutto il mondo, dedicata a confini e migrazioni, in un mondo segnato da conflitti
 
TERRA INQUIETA1
Promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano, con il sostegno di Fondazione Cariplo, prosegue fino al 20 agosto 2017 la mostra "La Terra inquieta", con opere di più di sessantacinque artiste e artisti provenienti da vari paesi del mondo – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia. L’odissea dei migranti e le storie individuali e collettive dei viaggi disperati dei nuovi dannati della Terra sono ricostruite tramite installazioni, video, immagini di reportage, materiali storici e oggetti di cultura materiale, attraverso una serie di nuclei geografici e tematici – il conflitto in Siria, lo stato di emergenza di Lampedusa, la vita nei campi profughi, la figura del nomade e dell’apolide.
La mostra (il cui titolo è tratto da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico Édouard Glissant) parla, insomma, delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea, in particolare affrontando il problema della migrazione e la crisi dei rifugiati. 
I biglietti sono acquistabili online su www.triennale.org
 
#LaTerraInquieta
 
#TheRestlessEarth
 
Le artiste e gli artisti presenti
 
TERRA INQUIETA2

 

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Costruire resilienza, tra campagna e città

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“Cantieri Rinverditi”: in provincia di Lodi, a pochi passi da Piacenza, un cantiere in abbandono è stato sottratto al degrado. Orti scolastici, verde pubblico, educazione ambientale. E a san Rocco… San Rocco al Porto fa festa

Festa di fine anno scolastico-8 giugno 5
 
Co-finanziato dalla Fondazione Cariplo e nato dalla collaborazione tra l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus (capofila), Verbena Cooperativa Sociale Onlus, il Comune di San Rocco al Porto e l’Istituto Comprensivo di Somaglia, Cantieri Rinverditi ha l’obiettivo di sviluppare pratiche di sostenibilità, resilienza e aggregazione, attraverso il coinvolgimento della comunità di San Rocco al Porto (LO). L’ampia area interessata è una terra tra le province di Lodi e Piacenza, con due terzi del territorio in golena, dove si percepisce ancora forte il legame con la tradizione agricola.

Messa in sicurezza e riqualificazione

L’intenzione è quella di trasformare il cantiere in un’area fruibile dalla cittadinanza, diffondendo forme di verde urbano non solo ornamentale, ma anche produttivo e didattico, grazie anche alla collaborazione dell’Impresa Contardi, proprietaria dell’area. Particolare attenzione è dedicata all’educazione delle nuove generazioni alla sostenibilità ambientale, organizzando momenti teorici e attività pratiche che coinvolgono in prima persona gli studenti e le insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Somaglia. Durante la scorsa primavera gli studenti più piccoli e quelli più grandi sono stati guidati nella realizzazione di un orto scolastico, che proprio in questi giorni comincia a dare i primi risultati. Molti interventi sono stati realizzati, come la messa in sicurezza e la riqualificazione delle aree pericolose del cantiere lasciate in stato di abbandono, e molte altre azioni sono previste prima del termine del progetto.

Il 16 agosto in occasione della festa patronale di San Rocco al Porto, Cantieri Rinverditi sarà presente raccontando le fasi del progetto finora svolte.

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2 agosto, umanità in deficit. E qual è stato l’impatto nel tempo necessario a leggere questo titolo

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Il pianeta azzurro è in rosso per il sovraconsumo: ogni anno anticipa l'Overshoot Day (il 2 agosto nel 2017, ma in Italia è accaduto il 19 maggio). Cuba arriverà quasi a Natale. Consumi e rifiuti continuano a ritmo impressionante: ecco cosa è avvenuto in un solo secondo
 
Mario Salomone
cover Libération - CopiaCome ogni anno, il network mondiale che monitora l’impronta ecologica dei nostri consumi di risorse rinnovabili ha stimato in quale giorno abbiamo (simbolicamente) cominciato a usare “più di un pianeta”. Il dato attuale è di 1,7 pianeti, ma si tratta di una media e così come l’impronta ecologica non è uguale per tutti i paesi e per le singole persone, anche il giorno “dell’eccesso” non cade per tutti nello stesso momento. Il metodo dell’Ecological Footprint, che traduce in un indice sintetico varie forme di consumo, necessariamente una media tra situazioni molto diverse, ma comunque indicativo delle tendenze globali, può essere applicato su scale piccole o grandi e ci rivela non solo il debito ecologico dell’umanità verso il pianeta, ma anche il debito ecologico dei paesi sovraconsumatori verso quelli sobri per forza o per virtù, in genere gli stessi le cui risorse sono state e sono tuttora depredate dal colonialismo e dal neocolonialismo.
Così, ad esempio, in Italia quest’anno l’Overshoot Day è stato il 19 maggio. Più virtuosi Cuba (2 dicembre) e Honduras (31 dicembre).
 
Quanto abbiamo consumato ed emesso in un secondo
 
Il quotidiano francese Libération ha dedicato prima pagina e servizio di apertura all’Overshoot Day. Nel breve secondo necessario a leggere il solo titolo di copertina, scrive, sono state immesse nell’atmosfera 1.000 tonnellate di CO2, 41 tonnellate di cibo sono state buttate, 10 tonnellate di carne divorate e sono state pescate quasi 5 tonnellate di pesce. E 287 passeggeri sono saliti su un aereo.
Servirebbero cinque pianeti per vivere come americani, canadesi o australiani, tre pianeti per vivere come gli italiani o i francesi (che il loro Overshoot Day lo hanno avuto solo pochi giorni prima dell’Italia, il 3 maggio), ma solo 0,6 pianeti se i livelli mondiali di consumo fossero quelli dell’India.
 
 
 
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Sogni di periferia

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In un’officina dismessa al Villaggio artigiano di Modena “La disobbedienza dell’acqua” del collettivo Amigdala. Nel segno della rigenerazione culturale
di Marco Fratoddi
 
 
Festival Periferico 2017 5Che cosa c’è di più difficile da raccontare di un sogno? L’esperienza è troppo profonda e allo stesso tempo contraddittoria per essere restituita linearmente, come se fosse una narrazione composta nel pieno della consapevolezza. Rappresenta perciò un terreno insidioso, affascinante ma problematico, quello prescelto dal collettivo Amigdala per “La disobbedienza dell’acqua”: una creazione visiva che integra il video e l’installazione ambientale all’interno di un luogo svuotato di senso, come molti se ne trovano da queste parti. Siamo nel Villaggio artigiano di Modena, alla periferia occidentale della città, dove negli anni Cinquanta l’amministrazione rispose con questo insediamento alla crisi dell’industria pesante. L’esperimento riuscì: agli operai licenziati dalle fabbriche si propose di mettersi in proprio e l’ingegno di tante maestranze – tra officine meccaniche, manifatture di componenti per l’indotto della Fiat ma anche tipografie, falegnami, maglifici o quant’altro – produsse un distretto che celebrò con largo anticipo il modello tutto italiano della piccola e media impresa.
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Accordo WEEC-Università di Torino: una casa prestigiosa per la rete mondiale

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Il Rettore dell’Ateneo torinese e il Segretario generale WEEC firmano un protocollo di intesa. La rete mondiale di educazione ambientale e l’Università di Torino consolidano la collaborazione
 
DELEGAZIONE WEEC A UNITO
Il 12 luglio scorso Gianmaria Ajani, Magnifico Rettore dell’Università di Torino e Mario Salomone hanno firmato un Protocollo di inntessa che istituzionalizza la collaborazione tra rete mondiale di educazione ambientale (WEEC Network, www.weecnetwork.org) e l’Ateneo, che diventa sede di alta rappresentanza del Segretariato Permanente.
Ajani e SalomoneLa firma è avvenuta alla presenza di una delegazione WEEC rappresentativa di tre continenti (nelle foto a lato).
A curare operativamente la collaborazione per conto dell’Università sarà la Cattedra UNESCO, che già ora cura la segreteria di redazione della rivista scientifica della rete italiana WEEC (“Culture della sostenibilità”). La Cattedra è stata istituita nel 2010 presso l'Università degli Studi di Torino per promuovere un sistema integrato di ricerca, formazione, informazione e documentazione in materia di sviluppo sostenibile e gestione del territorio e per facilitare la cooperazione internazionale e la diffusione dei risultati della ricerca tra istituti di ricerca e università in Italia e nel mondo.
 
Torino, una delle Università più “verdi” del mondo (e una delle più antiche)
 
L’Università di Torino, fondata nel 1404, con i suoi oltre sei secoli di storia e più di 70.000 studenti è una delle più importanti e prestigiose università italiane. Nel 1506 vi si laureò Erasmo da Rotterdam.
Molti tra i protagonisti della vita politica italiana del Novecento si sono formati all'Università di Torino, da Gramsci a Gobetti a Togliatti, oltre a due Presidenti della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi e Giuseppe Saragat.
L’Ateneo è anche tra i più attivi e impegnati al mondo nel campo della sostenibilità ambientale.  
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Trump e i negazionisti

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Sono trascorsi quasi due anni dagli “accordi” di Parigi sui mutamenti climatici, ma nulla lascia intendere e sperare che si vada avanti lungo la strada disegnata in quegli incontri. Profetici i versi del librettista della Traviata
 
di Ugo Leone
 
Riprendiamo con piacere l’articolo di Ugo Leone uscito su “Rocca” n. 13 del 1° luglio 2017:
L’indomani di quel lungo incontro alla COP21 (30 novembre al 13 dicembre) con una ventata di ottimismo si era indotti a cantare la verdiana “Parigi, o cara, noi lasceremo, la vita uniti trascorreremo.
 De’ corsi affanni compenso avrai, la tua salute rifiorirà…”.
Così canta Alfredo alla traviata, ma ormai quasi moribonda, Violetta. E così sembrava potessero cantare i rappresentanti dei 195 Stati riuniti a Parigi nel tentativo di risolvere i gravi problemi del pianeta: bastava mettere Terra al posto di Violetta e tutto tornava. Perché i versi di Francesco Maria Piave, il librettista della Traviata, sono veramente profetici: i partecipanti alla Conferenza di Parigi lasciavano la città felici di avere gettato le premesse per un futuro migliore dove si potrà vivere uniti perché la Terra, in tal modo compensata per i maltrattamenti ricevuti, potrà finalmente rifiorire godendo di ottima salute.

 
Ci vuole un… “Decologo”
 
Ma cerchiamo di capire come stanno andando le cose. E come si stanno orientando dopo la elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e la sua partecipazione, diciamo così, al G7 di Taormina (maggio 2017) e quella ancora più breve di Scott Pruitt suo rappresentante al G7 per l’ambiente a Bologna (giugno 2017).
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