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L’EA riparte da Porano

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201608 SLIDE TITOLOSi è aperto con un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Italia centrale il workshop nazionale della rete italiana WEEC, l'evento che segna l’inizio della stagione di attività 2016-2017 del mondo dell’educazione ambientale e alla sostenibilità nel nostro paese.

Tra i prossimi appuntamenti, la settimana nazionale DESS di novembre

 

La stagione italiana dell’educazione ambientale 2016-2017 si è aperto con il primo evento di rilievo, il workshop nazionale organizzato dalla rete WEEC Italia, in collaborazione con l’IBAF del CNR nella prestigiosa sede storica di Villa Paolina a Porano (di fronte a Orvieto).
Numerosi e importanti i patrocini, dal Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare alle Regioni tra le più impegnate in questo campo: l’Umbria, regione ospitante, la Sardegna (capofila delle Regioni e delle Province autonome per il settore ambiente) e la Regione Lombardia, che ha istituito un Tavolo regionale e approvato recentemente delle Linee guida di grande interesse per l’ampia apertura tematica e gli obiettivi che la Regione sta portando avanti.
Dopo i saluti di apertura del Direttore dell’IBAF  e di Mario Salomone, Segretario Generale della rete mondiale WEEC (quella, per intenderci, dei congressi mondiali giunti oramai alla nona edizione, programmata per il 2017 a Vancouver), che ha invitato a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle moltissime vittime provocate dal devastante terremoto in Italia centrale, i lavori sono proseguiti con la partecipazione di operatori dell’educazione ambientale di ogni parte del nostro Paese.

 

L’economia del cow boy e l’economia dell’astronauta 

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Solidarietà con le regioni terremotate

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Vicini alle popolazioni colpite dal sisma in Italia Centrale, dove si registrano centinaia di morti e migliaia di senza casa.
Educare al rischio, una priorità. Alcune delle risorse disponibili su questo sito web

 

Il grave terremoto avvenuto nella notte del 24 agosto ci turba e commuove. Siamo solidali con le popolazioni colpite e ci auguriamo che dopo i tempestivi soccorsi che vedono mobilitati istituzioni e cittadini, anche la ricostruzione sia rapida e fatta con criterio.
L’Italia, purtroppo, è un paese ad alto rischio sismico e la nostra storia è costellata di storie esemplari di generosità ed efficienza come di ritardi, scandali, speculazioni, errori tecnici e politici. All’educazione il compito di educare anche al rischio, al rapporto con le forze della natura, contribuendo a sviluppare la resilienza delle comunità locali di fronte a un sisma, come a una alluvione, un incendio, una frana, uno tsunami o un urgano. Educazione ambientale è infatti anche imparare a conoscere il territorio e a viverlo con saggezza. Prima di un disastro, come prevenzione, dopo un disastro come ricostruzione non solo materiale, ma anche di vita e capitale sociale e di relazioni interpersonali, che un grave evento sempre sconvolge.

 

Articoli e libri sul rischio e sull’educazione al rischio

 

Sul rischio si leggano ad esempio gli articoli comparsi sul numero dedicato da .eco a educazione e terremoti e quelli di Ugo Leone

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Convivere con il rischio. Oggi

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Un utile volume che spiega in modo chiaro cosa è il rischio e come fronteggiarlo

 

Mario Salomone

 

Con il rischio la Terra e i suoi abitanti hanno sempre convissuto e nonostante terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, frane e valanghe, siccità, alluvioni, uragani, cicloni e cambiamenti climatici se la sono sempre cavata, trasformando ogni choc in occasione evolutiva, anche quando, ad esempio, qualcosa provocava una estinzione di massa delle specie viventi. Parliamo, ovviamente, di tutte le specie viventi tranne una e di cinque estinzioni tranne una.

La specie a parte è la specie umana e l’estinzione a parte è la sesta.

I rischi sopra elencati, infatti, sono quelli di origine naturale. La specie umana ci ha aggiunto del suo, provocando, tra l’altro, la sesta estinzione di massa di specie viventi, quella attualmente in corso e che è dovuta all’azione antropica.

Lo spiega, con grande chiarezza, Ugo Leone in Fragile. Il rischio ambientale oggi, nel volume che va ad arricchire la collana di Carocci Editore ideata in collaborazione con la Città della Scienza di Napoli.

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Non bastava. Il terremoto della Fragitalia

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Incendi, frane e terremoti. L'Italia paese fragile.
L’ignoranza da parte delle classi dirigenti del Paese che governano è una caratteristica che si tramanda dal Risorgimento in poi e aggrava le cose
 
Ugo Leone
 
 
Non bastavano gli incendi sopratutto presenti e devastanti nelle arre naturali protette; non bastava il crollo di 700mila metri cubi di roccia dalla Piccola croda rossa; ci voleva anche il tremendo terremoto che ha raso al suolo interi comuni del Centro Italia con epicentro nella provincia di Rieti.
È stata l’ennesima dimostrazione della fragilità del nostro Paese (volendo cfr. Ugo Leone, Fragile Italia in “L'Italia e le sue Regioni”, Treccani 2015) che si deve certamente alla naturale predisposizione della geologicamente giovane Italia, ma non meno alla umana ignoranza.
Di conseguenza quando si manifesta un evento disastroso come quello che ha devastato aree del Centro Italia i primi, a volte immediati, interventi provano a salvare quante più possibile vite umane, a sistemare al meglio i sopravvissuti in strutture di emergenza, tanto che si fa ricorso anche a professionalità quali lo storico dell’emergenza e lo psicologo dell’emergenza.
Il tutto sempre a disastro avvenuto. Disastro che si sarebbe potuto prevedere, se non nei tempi, almeno nei luoghi e nelle modalità di manifestazione se l’ignoranza del Paese che governano non fosse una caratteristica che gli uomini di governo si tramandano dal Risorgimento in poi.
Lo ha detto Italo Calvino e l’ignoranza alla quale si riferisce è quella geografica tanto da indurlo ad auspicare lo studio obbligatorio della Geografia per mInistri e sottosegretari.
Se questa ignoranza fosse colmata e là dove viene colmata esisterebbero ed esistono di fatto, le condizioni per realizzare al meglio la prevenzione dei danni provocati dal disastro. 
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Una foto da votare

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AndreaFerrariTrecate Murale a Torino2

 

Votarla può aiutare l'ambiente. Ma solo entro fine agosto

 

 

La fondazione Compagnia di San Paolo ha lanciato un concorso fotografico su Torino (“Vista da qui”) e una giuria sceglierà la migliore tra le foto più votate su Instagram (#vistadaqui).

Andrea Ferrari Trecate (che i lettori di .eco conoscono tra l’altro per un suo ampio reportage sugli orti urbani di varie città italiane), se vincerà, destinerà il premio previsto per la foto vincitrice alla diffusione della cultura e della sensibilità ambientale, che questo sito, la rivista .eco e altre iniziative, come i WEEC, Pianeta azzurro o Culture della sostenibilità, aiutano da anni a promuovere in Italia e nel mondo.

La foto di Andrea è una foto che dice molto su un angolo della città: votiamola! E condividiamola con i nostri contatti e sulle nostre pagine “social”.

Attenzione! Il concorso sta per scadere.

 

Per votare CLICCA QUI

 

(Si entra con Facebook, Twitter o lo stesso Instagram)

 

Call for papers: teorie e pratiche dell'Antropocene

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Ancora pochi giorni per proporre articoli scientifici alla rivista Culture della sostenibilità
 
C'è tempo fino al 31 agosto per proporre articoli relativi al dibattito sull'Antropocene e la sua periodizzazione. Il "call for papers" di Culture della sostenibilità è stato infatti prorogato.
 
Per contatti:
 
Per leggere il testo completo del "call for papers" CLICCA QUI 
 

Migranti: una sfida educativa. Invito a contribuire a un numero di .eco

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Parlare di migrazioni a scuola e all'università
In preparazione un numero monografico di .eco
 
la valigia del migranteSappiamo bene che cambiamenti climatici, sovrasfruttamento dell’ambiente, guerre (a loro volta frutto della competizione crescente per risorse sempre più scarse) e povertà stanno provocando migrazioni forzate di masse enormi di esseri umani e che questo drammatico fenomeno è destinato ad accentuarsi.
Le migrazioni, con il loro tragico corredo di vittime e di emergenze umanitarie, sono alla base anche di sconvolgimenti sociopolitici che stanno modificando opinione pubblica, istituzioni, orientamenti elettorali, relazioni internazionali, approcci culturali. La risposta a una delle più grandi sfide del nostro secolo è anche o forse in primo luogo educativa, per la profondità e la lunga durata di un fenomeno complesso in cui confluiscono i molti aspetti, tra loro interconnessi, dell’epoca che stiamo vivendo.
Di tutto questo si occuperà prossimamente .eco, la rivista italiana di riferimento dell’educazione ambientale.
Quanto questi temi sono entrati o dovranno entrare nella scuola e nell’università? Quali esperienze didattiche potete raccontare? Quanto e come questa sfida è sentita da docenti, studenti e dalle istituzioni educative nel loro insieme?
Scrivetelo (testi al massimo di 4.000 caratteri) a .eco entro il 15 settembre.
Per contatti: eco@educazionesostenibile.it
 

L’ambiente è sempre più importante? La RAI chiude Scala Mercalli…

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È ufficiale: la RAI cancella dal palinsesto la trasmissione di Luca Mercalli.
Ma è tutta l’informazione ambientale a soffrire, non solo in Italia, della cecità dei media e dei governi. La protesta della FIMA, le preoccupazioni anche all’estero.
Monbiot: le omertà dei media, i programmi di Clinton e Trump per le presidenziali americane. Soldi dei petrolieri ai mass media USA
 
Mario Salomone*
 

Lo ha spiegato perfettamente papa Francesco con quella splendida Enciclica che è Laudato si’, lo avevano solennemente ammesso (magari a denti stretti) i firmatari del Paris Agreement (COP21 sul clima), ce lo dicono ogni giorno mille segnali: l’ambiente diventa sempre più importante e decisivo, nel male (cambiamento climatico, tracollo di biodiversità, consumo di suolo, crisi di cibo e acqua, violenza, degrado, conflitti,…) e nel bene (la speranza di una qualità della vita “equa e sostenibile” grazie a una transizione ecologica verso società più verdi).

Di fronte a un diffuso analfabetismo scientifico e ambientale, ma anche al desiderio di molti di saperne di più (per capire meglio e per agire nella giusta direzione), lo spazio nel sistema radiotelevisivo e nei giornali (per non parlare dell’editoria e della scuola e università) dovrebbe aumentare. Invece i segnali non sono positivi. Ultima grave notizia, temuta da mesi e ora diventata ufficiale, la decisione della RAI di cancellare “Scala Mercalli”, il ciclo di trasmissioni di approfondimento il sabato sera su RAI 3 condotto in modo scientificamente rigoroso, aggiornato e competente, dal popolare Luca Mercalli.

* L’autore è direttore di questa testata e presidente della Federazione Italiana Media Ambientali 

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Ricordando Seveso

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Quarant’anni fa il tremendo incidente all’Icmesa, in Lombardia, guadagnava il triste primato di ottavo tra i peggiori disastri ambientali della storia. Ma i giornali cominciarono a darne notizia solo dopo una settimana. Ma le Geenna dell’inquinamento e delle discariche non sono finite
 
Ugo Leone 

 

Quaranta anni fa, il 10 luglio 1976, un tremendo incidente immise nell’aria di Meda – comune al confine con quello di Seveso in Brianza - un’enorme quantità di diossina a causa del surriscaldamento e della conseguente avaria di un reattore nell’industria Icmesa della multinazionale Givaudan produttrice di tricolorofenolo, componente di molti diserbanti.

La diossina (TCDD) è una sostanza chimica fra le più tossiche tanto che l’incidente di Seveso è stato classificato all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. La nube tossica colpì ì comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio, ma il comune maggiormente fu Seveso che diede il nome a quel disastro e alla direttiva 82/501 della CEE con la quale per la prima volta fu varato un regolamento europeo per la protezione e prevenzione degli effetti dei grandi rischi industriali. 

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La voce della natura e i disastri ferroviari

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“Errore umano”? Le responsabilità a monte della tragedia in Puglia tra Andra e Corato sono molte. Solo la natura non sbaglia mai
 
Ugo Leone
 
Errore umano. Da anni mi chiedo che cosa significa e, soprattutto, qual è la sua alternativa. Naturale? Sì, credo che “naturale” sia l’alternativa ad “umano”. Ma quali possono essere gli errori della natura?
 
Un terremoto in un’area abitata piuttosto che in un deserto? Un’eruzione nel Vesuviano piuttosto che in un atollo nel Pacifico? Un’alluvione, una frana, il clima che muta? Sono tutti fenomeni naturali, ma i disastri che ne derivano non sono imputabili ad errori della natura.
 
Lo dice anche la Settimana enigmistica
 
Non vi sono errori. Anche perché, come dice la soluzione di questo rebus della “Settimana Enigmistica” (n.4933 del 14 luglio 2016) La voce della natura non è fallace (L avo cede L lana turano N E falla CE). 
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