No glifosato, una petizione

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Appello di Lifegate ad aderire a una petizione contro il glifosato. Quali sono gli effetti su salute e ambiente di uno dei pesticidi più usato al mondo in una videoinchiesta
 
LifeGate ha lanciato dalle pagine del suo sito www.lifegate.it un appello per aderire alla petizione ICE (Iniziativa Cittadini Europei) che punta a bandire l’utilizzo di pesticidi contenenti il Glifosato da tutta l’Europa e che in Italia è promossa, tra gli altri, da WeMove Italia.
Il Glifosato è il componente principale di uno dei pesticidi più usato al mondo e recenti rilevazioni rivelano  una sua presenza sempre più consistente nelle nostre acque e nei nostri cibi. Negli ultimi anni, è al centro di un acceso dibattito tra istituzioni pubbliche e private, aziende e organismi competenti, su una sua presunta pericolosità per l’uomo: mentre l’OMS l’ha bollato come probabilmente cancerogeno, l’EFSA ha giudicato come improbabile una sua eventuale cancerogenicità.
LifeGate è stata tra le prime realtà in Italia a mobilitarsi rispetto al tema Glifosato: ha prodotto la prima videoinchiesta italiana, realizzata dal giornalista Massimo Colombo, si è fatta promotrice di un’informazione diffusa sull’argomento (gli articoli sul Glifosato sono tra i più letti del sito) e ha sempre dato voce a ogni iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione relativamente alla sua presunta pericolosità, fino a questa ICE.
 

Sostenibilità. La nuova mobilità nasce dal "jam"

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Venerdì 10 e sabato 11 alla Casa dell'ambiente (Torino) il "Mobility Jam"
 
 
logo MOBILITY JAM 2017Si apre venerdì 10 alle 18 "Mobility Jam": brainstorming, ricerca ed ideazione intorno al tema attualissimo dellla mobilità sostenibile. Sede: la Casa delll'ambiente, l'hub metropolitano di quanto si muove per la sostenibilità e la qualità della vita, in corso Moncalieri 18, Torinoo.
Si lavora in gruppi e convivialmente (tra un aperitivo iniziale e uno di chiusura, sabato 11 alle 20), con l'aiuto di alcuni esperti: Vittorio Bianco, CEO Bici-T srl; Andrea Di Salvo, Interaction Designer; Andrea Gaiardo, Interaction Designer; Michela Carossa, Operation Manager Fondazione Human+; Carla Bertuzzi, Project Manager 2i3T.
Dai gruppi usciranno proposte concrete, che saranno presentate sabato pomeriggio.
 
 
 

Il congresso mondiale dell'educazione ambientale 2017

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Il Nono WEEC si svolge a Vancouver, la città più "green" del Canada che vuole diventare la città più ecologica del mondo entro il 2020. E che è ai primissimi posti nelle classifiche delle città più vivibili. Un motivo in più per partecipare al World Environmental Education Congress

I Congressi mondiali di educazione ambientale giungono quest’anno alla nona edizione.
Il 9th WEEC si svolge a Vancouver, la città più “green” del Canada con l’obiettivo di diventare la città più ecologica del mondo entro il 2020.
Vancouver nelle classifiche internazionali è inserita fra le prime tre città più vivibili del mondo.
Culturalmente molto vivace, è sede di importanti imprese innovative, città organizzatrice nel 2010 delle XXI Olimpiadi invernali, a ovest delle Montagne Rocciose.
Il 2017 è inoltre per il Canada un anno particolarmente significativo, perché celebra i 150 anni dalla fondazione, nel 1867, della Federazione canadese. Per l’occasione, viene dato un pass gratuito per tutti i parchi nazionali.
 
Segui il WEEC su
 

Tutti a Vancouver!

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In preparazione la delegazione italiana al Nono Congresso mondiale di educazione ambientale. Le facilitazioni per i partecipanti
Si scaldano i motori per la nona edizione del WEEC, il congresso mondiale di educazione ambientale che nel 2017 si terrà a Vancouver (Canada) dal 9 al 15 settembre.
LOGO WEEC allPer rendere più agevole la partecipazione dall'Italia anche quest'anno il Segretariato Permanente della rete WEEC propone un “pacchetto” che permetterà ai partecipanti italiani di risparmiare, ma soprattutto di delegare tutta una serie di incombenze organizzative.
Il pacchetto comprende l'iscrizione al Congresso (full registration: accesso a tutte le sessioni scientifiche, Networking Breaks, Lunches & Welcome Reception, Conference Bag con tutti i materiali promozionali) e otto notti in hotel, (8-16 settembre 2017, con la possibilità di aggiungere autonomamente notti extra per chi volesse anticipare o posticipare la permanenza, pernottamento in camera singola e prima colazione). Non comprende il volo e quanto non espressamente indicato.
La quota di partecipazione verrà comunicata a breve, in base al numero di partecipanti raggiunto.Per prenotarsi senza impegno e per informazioni sull'offerta “iscrizione +hotel” si può contattare l'indirizzo media@weecnetwork.org
L'offerta "iscrizione + hotel" è valida fino al 17 marzo 2017
 

Aria di montagna per l’educazione ambientale

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Nell’arco alpino si studia un modello di “scuola orientata alla montagna” e fondata su ambiente e sostenibilità
 
Tomaso Colombo
 

La nostra associazione sta seguendo come osservatore l'importante progetto di sviluppo dell'educazione ambientale nell'arco alpino YOUrALPS finanziato nel programma Interreg Alpin space.
Riunitosi a Chambery per il Kick off meeting il 18 e 19 gennaio, il progetto ha l'ambizione di sviluppare un MOE, cioè un Modello di Scuola Orientata all'educazione ambientale in ambito alpino, tenuto ovviamente conto delle differenze normative tra i paesi aderenti.
Punto di forza del progetto e senz'altro il partenariato, molto ampio e soprattutto rappresentativo di tutti i paesi dello spazio alpino, dalla Francia alla Slovenia, dalla Svizzera alla Germania, ovviamente passando per l'Italia.
 
Un approccio interessante
 
L'approccio all'educazione ambientale mostrato dai partner del progetto è senz'altro interessante, perché ha evidenziato un'eterogeneità e ricchezza di fondo, dovuta al ruolo rappresentato da ciascun partner e alla nazione di provenienza tale da far nascere una sincera curiosità nell'approfondire le best practices di cui i partner sono portatori.
 
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L’eco che verrà

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Eco si rilancia. Abbonati e partecipa alla progettazione del principale strumento non profit di confronto fra tutti gli attori dell’educazione ambientale in Italia, fondato nel 1989
 
di Mario Salomone*
 
cover eco 224 225Una rivista, quasi trent’anni di pubblicazioni. E la volontà di guardare avanti. “Eco”, la storica testata dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro Onlus, entra nel 2017 con un progetto nuovo: quello di rilanciare e approfondire le ragioni della sostenibilità nei diversi contesti educativi, dalla scuola al mondo delle aree protette, dalle diverse agenzie culturali e di formazione disseminate sul territorio agli atenei universitari che interpretano la transizione ecologica come la sfida fondamentale del nostro secolo. È un passo importante quello che ci aspetta: riportare in distribuzione da marzo anche su carta (e non solo tablet come ora) il nostro periodico che dal 1989 rappresenta il principale strumento non profit di confronto fra tutti gli attori dell’educazione ambientale in Italia.
 
AAA, contributi intellettuali cercasi
 
Ma come cogliere insieme quest’opportunità?
Abbiamo bisogno della fiducia e del contributo intellettuale di tutti gli interlocutori che nel tempo abbiamo incontrato sul nostro cammino e di tutti coloro che condividono l’urgenza di educare al cambiamento. Per questo vi chiediamo di rinnovare l’abbonamento o di abbonarvi subito alla nuova serie di “eco” al prezzo facilitato di 15 euro (valido fino al 28 febbraio) seguendo le modalità indicate a questo link.
 
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Acqua, sete di saperne di più

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Grande interesse per il cartone animato Water hunters e il film La soif du monde. Successo delll'evento organizzato da Pianeta azzurro
 
food for water from water huntersL'incontro di giovedì 15 dicembre sull'acqua alla Casa dell'ambiente di Torino ha visto un grande successo: posti  esauriti da un pubblico soprattuto di giovani, prenotazioni per un numero maggiore (c'era anche la lista di attesa...), richieste di ripetere l'iniziativa. Introdotti da Mario Salomone, hanno parlato di sensibilizzazione allo spreco di acqua e di "acqua virtuale" Masimo Ottoni, uno degli autori del cartone animato Water hunters, il professore di idraulica del Politecnico di Torino Luca Ridolfi e Roberto Corgnati, responsabiile per la Regione Piemonte del progetto di lotta agli sprechi di cibo e di acqua. 
L'evento, organizzato sotto l'egida di Pianeta azzurro, è stato aperto da un rap sempre sulla preziosità dell'acqua, e concluso dalla proiezione del film La soif du monde.
 

Clima: il Mediterraneo area ad alto rischio

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Acqua, ecosistemi, salute, sicurezza alimentare e conflitti sociali e politici: i cinque cambiamenti che investono il mondo, con il Mediterraneo – seconda area del pianeta per biodiversità - particolarmente esposto
 
Bianca La Placa
 
Dorra MAAOUI biodiversity biodiversitàCome riportare dati scientifici relativi al cambiamento climatico nel Mediterraneo in modo corretto e come migliorare il confronto tra media e scienziati? Questo l'obiettivo del meeting che si è svolto a Marrakech a novembre 2016, a margine della COP 22, e che ha visto coinvolti giornalisti ambientali di sedici paesi di tutto il Mediterraneo (clicca qui per saperne di più).
Lo scopo di questo incontro è stato quello di indirizzare il dibattito tra scienziati e giornalisti su vere e chiare posizioni rispetto ai cambiamenti climatici nel Mediterraneo e migliorare la capacità di giornalisti ambientali e scientifici provenienti dai paesi del Mediterraneo di coprire questo tipo di notizie, fornendo loro dati, fonti e strumenti.
 
Il clima è già cambiato
Il primo punto trattato è stata una panoramica della dimensione scientifica del cambiamento climatico nel Mediterraneo, grazie alla quale i giornalisti hanno avuto la possibilità di conoscere gli ultimi dati scientifici sul questi argomenti e di capire l'impatto e le proporzioni del riscaldamento globale e degli strumenti e soluzioni disponibili per controbilanciarlo.
 
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Mass media italiani ancora poco “green”

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Presentati i risultati del Rapporto 2016 sulla copertura delle notizie ambientali.
Prevalgono la componente emotiva ed emergenziale, con il referendum sulle trivelle e il terremoto a spingere in su i dati dell’informazione ambientale, e la dimensione locale.
I principali media italiani analizzati dal gruppo di ricerca istituito da Pentapolis Onlus, in collaborazione con l’Università Lumsa, Angelicum e l’Osservatorio di Pavia
 
(Roma, 16 dicembre 2016). L'ambiente fa notizia? Questo il tema al centro del 3° Forum nazionale “Ambiente tra informazione, economia e politica”, tenutosi oggi a Roma, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto 2016 “L'informazione ambientale in Italia”, promosso da Pentapolis Onlus.             
La ricerca è stata realizzata attraverso l'analisi delle notizie dedicate ai temi ambientali pubblicate, per la carta stampata, sui 5 principali quotidiani nazionali (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore) tra aprile e settembre 2016, con le rispettive "sottotestate" locali e tematiche, mentre, per la tv, nell’edizione Prime Time dei 7 principali TG italiani (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7) nei primi 9 mesi dell'anno.
 
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Musica, gag e divulgazione scientifica

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A teatro l’economia low carbon con la Banda Osiris e Luca Mercalli
 
di Marco Fratoddi
 
Luca-mercalli e BANDA OSIRISCosì bisogna fare. Prendete una formazione tra le più sopraffine del panorama musicale italiano, capace di mescolare virtuosismi esecutivi con una strabiliante capacità di stare in scena. Poi un divulgatore che sappia spiegare in maniera convincente e precisa argomenti che in altre circostanze (pensate alla monotonia, a distanza di qualche anno possiamo dirlo, del pluridecorato An inconvenient truth di Al Gore) si fatica a porgere al pubblico generalista. Risultato? Una pièce che già dal titolo, “Non ci sono più le quattro stagioni”, suggerisce lo spirito ironico ma allo stesso tempo scientificamente ineccepibile con cui mette a tema la questione ambientale per eccellenza, vale a dire il cambiamento climatico. La miscela riesce a Luca Mercalli, climatologo e divulgatore noto anche al pubblico televisivo, insieme al quartetto di fiati (e non solo) dei Banda Osiris, vale a dire Gianluigi e Roberto Carlone, Giancarlo Macrì e Sandro Berti che sperimentano ormai da trentasei anni la via del cabaret sonoro.
   
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